UOMO E ALGORITMO

L’era della Physical AI e il recepimento della Legge 132/2025

L’Italia ha compiuto un passo storico con l’entrata in vigore della Legge 23 settembre 2025, n. 132, che recepisce l’AI Act europeo adattandolo al contesto lavorativo nazionale.

La Physical AI nei cantieri

Non parliamo più solo di software, ma di Physical AI: esoscheletri intelligenti, droni per il rilievo dei rischi e sensori indossabili che monitorano i parametri vitali dei lavoratori in ambienti isolati.

  • Trasparenza (Art. 11): Il datore di lavoro deve informare i lavoratori per iscritto, almeno 24 ore prima, sull’uso di sistemi IA che influenzano la loro sicurezza o valutazione.

  • Controllo Umano: La Legge 132/2025 vieta che una decisione critica (es. l’invio di un allarme evacuazione o una sanzione disciplinare) sia presa esclusivamente dall’IA senza supervisione umana.

Integrazione nel DVR

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) nel 2026 deve includere un’appendice specifica sull’IA, analizzando:

  1. Cyber-security dei dispositivi di sicurezza.

  2. Bias algoritmici che potrebbero discriminare lavoratori in base all’età o alle capacità fisiche rilevate dai sensori.

La sicurezza “predittiva”

Mentre la sicurezza tradizionale è basata sull’osservazione umana, l’IA lavora sulla prevenzione millimetrica. Ad esempio, i nuovi carrelli elevatori dotati di Visione Artificiale non solo suonano quando vedono un pedone, ma sono in grado di prevedere la traiettoria di un operaio che corre e di arrestare il mezzo prima ancora che l’operatore possa accorgersi del pericolo. In ambito meccanico, la manutenzione predittiva tramite sensori IoT permette di sapere con precisione quando un ingranaggio o un cavo di sollevamento sta per cedere per fatica del materiale, programmando la sostituzione prima dello schianto.

Il confronto: L’intelligenza umana resta al centro

Nonostante l’efficacia degli algoritmi, la Legge 132/2025 ribadisce il principio del “Human in the Loop” (Uomo nel ciclo di comando). La macchina può analizzare miliardi di dati, ma non possiede il “colpo d’occhio” del capocantiere o la capacità di valutazione etica dell’RSPP.

  • Macchina: Eccelle nella ripetitività, nella velocità di calcolo e nella resistenza alla fatica.

  • Uomo: Eccelle nella gestione dell’imprevisto, nel problem solving creativo e nella sensibilità ambientale.

Implicazioni per la PMI

Per una PMI, implementare l’IA non significa sostituire gli operai con robot, ma potenziare le protezioni individuali. Caschi con sensori d’impatto integrati o giubbotti che segnalano l’ingresso in zone vietate sono i nuovi standard. La sfida è l’aggiornamento del DVR, che deve ora includere il rischio di “eccessivo affidamento alla tecnologia”.

Conclusioni: L’intelligenza artificiale deve essere “antropocentrica”. La sfida del 2026 è usare l’algoritmo per prevedere l’infortunio prima che accada, garantendo però che il lavoratore non si senta sorvegliato, ma protetto.