IMPARARE DAGLI ERRORI: il caso del trattore ribaltato e cosa possiamo imparare

Un incidente drammatico ha scosso la Franciacorta: un operaio di 43 anni, Mohammed Salifu, è rimasto schiacciato dal trattore che stava guidando ed è morto sul colpo.  Questa tragedia non è un caso isolato: gli incidenti agricoli legati al ribaltamento di veicoli pesanti come i trattori sono fra i più frequenti e letali in Italia.

Cosa è successo nel caso di Brescia

Salifu stava guidando un trattore con un nebulizzatore agganciato, su una strada ripida e cementata all’interno della proprietà della cantina in cui lavorava. Secondo le ricostruzioni, una combinazione di fattori ha probabilmente causato il ribaltamento: il mezzo ha perso aderenza a causa della pendenza, forse anche per la pioggia, e si è rovesciato su un fianco. Non ha avuto possibilità di uscire dall’abitacolo; il trattore lo ha schiacciato, e l’impatto è stato fatale.

I soccorsi sono arrivati rapidamente, ma per l’operaio non c’era più nulla da fare.

Cosa emerge da questo tipo di incidenti

Questo evento ha elementi comuni con molti altri incidenti agricoli:

  1. Ribaltamento del mezzo: è una delle principali cause di mortalità nei trattori.

  2. Mancata protezione: molti trattori, soprattutto quelli più vecchi, non sono dotati di strutture di protezione (ROPS) o di cinture di sicurezza funzionanti.

  3. Terreno pericoloso: pendenza, condizioni irregolari o scivolose, ostacoli possono rendere la guida estremamente rischiosa.

  4. Formazione inadeguata o assente: la guida di un trattore in situazioni complesse richiede competenze, sia tecniche che operative.

  5. Mancanza di manutenzione: freni, impianti idraulici, sistemi di sterzo possono essere compromessi da scarsa manutenzione.

  6. Revisione spesso mancante: la revisione periodica obbligatoria per trattori agricoli non sempre viene applicata.

Cosa si poteva fare per evitare la tragedia

Guardando al caso di Salifu e agli studi su incidenti simili, emergono alcune misure che, se implementate, avrebbero potuto ridurre notevolmente il rischio:

  • ROPS + cinture di sicurezza: installazione di una struttura antiribaltamento (ROPS) insieme all’uso obbligatorio della cintura di sicurezza. Questa combinazione è riconosciuta come la più efficace per proteggere l’operatore in caso di ribaltamento.

  • Valutazione del rischio specifica: la pendenza del terreno, la presenza di superfici scivolose o ostacoli doveva essere valutata preventivamente. In un documento dell’Ispettorato è indicato che la valutazione deve considerare la topografia, la stabilità del carico e l’attacco delle attrezzature.

  • Manutenzione regolare: freni, sterzo, connessioni tra trattore e attrezzatura devono essere controllati frequentemente. Problemi meccanici possono aggravare enormemente il rischio di incidente.

  • Formazione dell’operatore: il guidatore deve avere una preparazione adeguata per operare in condizioni pericolose (pendenza, attrezzature agganciate, carico) e conoscere le pratiche di sicurezza.

  • Revisione obbligatoria del mezzo: attivare una revisione tecnica regolare dei trattori agricoli, con verifiche sui dispositivi di sicurezza, per evitare che mezzi obsoleti e pericolosi circolino. Questa misura è spesso rimasta sulla carta in Italia.

  • Politiche di sostegno: incentivare la rottamazione o l’aggiornamento dei trattori più vecchi. Molti mezzi coinvolti negli incidenti sono datati e privi dei dispositivi di sicurezza più moderni.

Inoltre, la giurisprudenza penale ha chiarito che i datori di lavoro possono essere ritenuti responsabili quando non adottano misure di protezione: la Cassazione ha condannato un datore di lavoro perché il trattore non era dotato di cabina o telaio protettivo né di cinture e non era stato adeguato secondo le direttive di sicurezza.

Altri esempi simili

Il caso di Brescia non è isolato. Negli ultimi anni, si sono registrati molti incidenti agricoli mortali per ribaltamento di trattori: nel 2025, ad esempio, un agricoltore è morto in Toscana dopo il ribaltamento del suo mezzo in un terreno in pendenza.

Secondo i dati di alcuni osservatori, in Italia ogni anno oltre 100 persone perdono la vita per incidenti con trattori datati e privi di protezione.

Conclusioni e osservazioni

La morte di Mohammed Salifu è una tragedia che ci ricorda quanto la sicurezza sul lavoro in agricoltura non possa essere trascurata. Non si tratta di fatalità inevitabili: molti di questi incidenti possono essere prevenuti con misure tecniche, organizzative e formative. È inaccettabile che trattori senza dispositivi minimi di protezione continuino a circolare.

Serve una cultura della prevenzione che parta dal basso: agricoltori, operai e proprietari devono essere coinvolti nella valutazione del rischio, nella manutenzione e nella formazione. Ma serve anche un’azione politica più decisa: la revisione obbligatoria dei mezzi agricoli deve diventare realtà, non restare una promessa.

Dal mio punto di vista, ogni incidente mortale è una forte chiamata al cambiamento. Non basta piangere dopo: dobbiamo agire prima, perché ogni misura di sicurezza che salvi una vita è un investimento sul futuro, non un costo inutile.